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La Crescita (felice) in un Festival: giro a tappe dell’Italia migliore

Cos’hanno in comune una sound designer, un artista relazionale, il manager di una multinazionale e una giovane agricoltrice? Niente, probabilmente, a parte due cose: sono umani e sono in movimento verso una crescita sostenibile (e quindi felice) delle loro attività. Come fate ad accorgervene? E’ semplice: si vi capita di incontrarli tutti insieme in aula della Sala Borsa di Bologna o allo spazio Luiss Enlabs di Roma o al Palazzo Medici Riccardi di Firenze vuol dire che vi siete imbattuti in una tappa del Festival della Crescita. Un vero e proprio giro d’Italia delle buone pratiche, a ogni tappa raccontate da alcuni “ambasciatori”. Uomini e donne di ingegno, fantasia e volontà che portano avanti i loro progetti nel rispetto per l’ambiente e le persone che li circondano, unendo tradizione, creatività e innovazione. Come Chiara Luzzana, cha realizza colonne sonore facendo suonare gli oggetti (e ora sta creando le colonne sonore delle città), o come Daniele Pario Perra che ha brevettato centinaia di format di successo nel mondo per le più diverse situazioni: dalla raccolta dei rifiuti al cambio d’uso degli oggetti. Oppure come Dino Lupelli, che organizza eventi musicali in grado attirare migliaia di persone e ora sogna di realizzarli nei gioielli architettonici italiani insieme al Fai, o come Maria Letizia Gardoni di Coldiretti, che sogna di convincere tanti altri a replicare la sua storia di ritorno alla terra e alla qualità della vita (con tanto di studi in agraria, mutuo e sudore della fronte per riuscirci). Queste sono alcune “storie di successo” presentate nella tappa di Bologna, ma gli “ambasciatori” della crescita (felice) sono tantissimi: Stefano Boeri, Franco Bolelli, Guido Martinelli, Andrea Illy, Ermete Realacci, Irene Tinagli, Massimo Temporelli, Salvatore Veca, solo per fare alcuni nomi.

L’idea di Francesco Morace e del Futur Concept Lab, organizzatori del Festival della Crescita, è molto semplice: tra gli eccessi dello sviluppo che hanno portato “alle crisi” di questi anni (crisi finanziaria, ecologica e occupazionale) e l’attrazione della decrescita felice che spesso non va oltre un livello di scelta personale, si può immaginare un percorso di crescita felice. Quella basata sul rispetto per l’ambiente e le sue preziose risorse, sul rispetto per le persone e i loro diritti, dove la qualità della vita non è un optional ma una scelta di fondo. Una bellissima iniziativa questo Festival della Crescita che offre ad alcuni progetti sociali, culturali e imprenditoriali del paese che non si arrende al declino una vetrina in giro per l’Italia, da Siracusa a Venezia, da Bari a Torino. E noi di Si Può Fare, secondo voi, potevano non esserci? Come si dice in questi casi, state sintonizzati…

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