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La “sterminata bellezza” di una ragazza magica

Sentirla parlare è ogni volta un piacere. Lei è una specie di “ragazza magica” con una forza e un entusiasmo contagiosi. Ma se glielo dici si schermisce: “mamma mia non esageriamo!”. La sua storia s’intreccia con quella di uno dei più potenti e classici mali italiani: la speculazione immobiliare. In Italia secondo l’Istat ci sono 7 milioni di case vuote. In Europa (dati Eurostat) 1 casa su 6 è disabitata! Case vecchie che andrebbero ristrutturate. Ma anche case nuove, invendute o case di vacanza poco utilizzate. Qualcuno conosce una buona ragione per costruire ancora? Eppure, quasi tutti i comuni hanno pronti piani di espansione urbanistici. Qualcuno dovrebbe fermarli. La ragazza magica l’ha fatto.

Al momento della sua candidatura a sindaco di San Lazzaro di Savena (Bologna), Isabella Conti si era presentata agli elettori con quattro aggettivi: verde, virtuosa, solidale e coraggiosa. Solo che troppo spesso le promesse elettorali restano tali. Non nel caso di Isabella che quelle quattro parole le ha prese sul serio. Tanto che uno dei primi atti della sua amministrazione è stato bloccare un progetto di espansione urbanistica che si sarebbe mangiato quel poco di verde rimasto: “era un progetto di espansione edilizia molto grande, per la costruzione di 582 nuovi alloggi su un’area agricola di pregio dove tra l’altro insisteva anche la falda acquifera”. Lei, poco più che trentenne, un futuro davanti a sé, poteva starsene serenamente a guardare approvando un progetto che veniva da prima di lei. Invece no. Isabella è stata coerente con le idee che l’avevano portata lì e ha detto no, per sé e per i suoi concittadini. Ha detto no alla spaventosa colata di cemento, di quelle che, una volta realizzate, ci si domanda: “ma come hanno fatto ad autorizzare un mostro così!”. Anche se oramai siamo talmente assuefatti al cemento e alle periferie dormitorio che nessuno si scandalizza più. Non Isabella che ha condotto una battaglia in consiglio comunale per fermare quel progetto. Si è imposta. Ha avuto i cittadini dalla sua parte.

Poi è arrivato il momento di dare vita alla quarta parola: coraggio. Perché Isabella Conti ha dovuto contrastare gli interessi di chi aveva investito su un progetto da 300 milioni di euro. Chi aveva, per esempio, acquistato quei terreni ex agricoli (nel 2007, in tempi non sospetti, ma a 5 volte il prezzo di mercato, rivela l’inchiesta che successivamente è stata aperta). Anche i suoi “compagni” di partito hanno fatto pressioni perché quel progetto serviva per ottenere il consenso: il piano casa, le new town, le cooperative, l’economia che gira… “Averlo bloccato – ricorda adesso Isabella – ha creato il malcontento di chi aveva i diritti. Chi aveva delle aspettative le ha viste sfumare e ha adottato tutti i modi a disposizione ricorrendo anche a metodi indegni e indecorosi”.  In pratica sono state fatte pressioni fortissime su di lei: “ma perché ti metti in mezzo? Chi te lo fa fare? C’è un guadagno per tutti!”. Ne è nata anche un’inchiesta che dovrà accertare la verità su pressioni e minacce.

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La scelta di Isabella adesso ottiene tanti riconoscimenti, l’ultimo il premio “Sterminata Bellezza” di Legambiente, Comieco e dell’Ordine degli Architetti. La colata di cemento per fortuna è rimasta nel cassetto e oggi San Lazzaro guarda altrove, a riqualificare, parola preferita dalla ragazza magica: “ma ci vuole un regime fiscale per i comuni che vanno a stralciare i piani di espansione, e anche agevolazioni per le imprese che investono nella riqualificazione”. Oggi Isabella dice: “un buon amministratore non è quello che dice solo di no, ma è quello che sa creare sviluppo per la sua comunità”. Riqualificazione dunque è la direzione di marcia del comune di San Lazzaro che punta a realizzare due importanti progetti: riconvertire una ex area artigianale a polo del biologico (ospiterà la sede di Alce Nero) aumentando il verde presente e costruire una scuola e una rete di piste ciclabili e pedonali. “All’inizio del mandato avevo promesso che avremmo riqualificato quelle due aree occupate da stabili e capannoni in disuso e lo stiamo facendo”. Brava Isabella. Anzi, bravissima.

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