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Melanzane e ulivi contro garage e villette, una settimana di #sipuofare

La Toscana consegnerà 100 mila orti ad altrettanti aspiranti agricoltori. La Liguria, invece, ha approvato un piano casa che consentirà ampliamenti di edifici, nuove strade e parcheggi. Queste due notizie di cui abbiamo parlato nelle puntate di sabato e domenica corrispondono a due visioni del mondo opposte: agricoltura contro cemento, melanzane contro garage, ulivi contro villette. Facciamo un gioco, indovinate: quale delle due è la buona notizia? “E’ pazzesco, la Liguria ha una percentuale doppia rispetto alle altre regioni di costruzioni in aree a pericolosità idraulica: continuare a costruire è devastante”. Il giudizio non viene da un ambientalista sfegatato o da un sabotatore di grandi opere (l’identikit potrebbe essere quello di Erri De Luca – scrittore e intellettuale rinviato a giudizio per aver incitato a sabotare i lavori della Tav – che proprio questa settimana è stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere: una buona notizia visto che De Luca difende un’idea e non ha mai invitato nessuno a fare male a qualcun altro). La parole contro il “piano casa” della Liguria sono di Gian Antonio Stella, un cronista solitamente equilibrato ma molto incavolato per le scelte del governo di Giovanni Toti. Perché non si dica che siamo prevenuti, la legge, in sintesi, prevede che: sarà possibile ampliare fino al 50% gli edifici che si vogliono ricostruire fuori da zone a rischio e sarà possibile farlo anche dentro ai parchi naturali; si potranno ampliare gli edifici esistenti e le pertinenze fino a 200 metri cubi (circa 70 metri quadri); sono abrogate norme che limitavano la progettazione degli interventi; si potranno ampliare anche per gli edifici già condonati in passato. A rendere ancor più imbarazzante il tutto ci sono le affermazioni dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola – “lavoriamo per dichiarare le Cinque Terre patrimonio dell’Unesco, altro che devastatori” – il quale non sa o non ricorda che le Cinque Terre sono già patrimonio Unesco (forse, scherza Stella “è anche lui assessore a sua insaputa, come lo zio”) e del presidente Toti che a proposito del parchi naturali in Liguria taglia corto “ce ne sono troppi”. Ah, beh. Il motivio per il quale Toti ha lanciato questo piano casa è semplice: rilanciare il settore edilizio e l’economia stagnante. Ma, prosegue Stella “è persino imbarazzante che si pensi ancora al cemento per far ripartire l’economia: è come puntare sui cavalli a vapore o sul telegrafo. Se Toti pensa di rilanciare l’economia col telegrafo siamo fritti”. “Il rilancio dell’economia facciamolo investendo sul recupero del territorio, facendo quel rammendo di cui parla Renzo Piano e investendo sul turismo di qualità, contando che il turismo è l’unica industria al mondo cresciuta negli ultimi vent’anni”.

Quanto alla Toscana, l’annuncio dei 100 mila orti è molto ambizioso e andrà seguito per bene perché rischia di essere l’ennesima bella promessa mai mantenuta. Lo faremo insieme al nostro nuovo compagno di viaggio Giacomo Salizzoni, promotore degli Orti dipinti a Firenze. Il problema più grosso – abbiamo immaginato con Giacomo – sarà per i comuni reperire i terreni abbandonati. Intanto diamo atto alla Toscana di avere intrapreso la giusta direzione di marcia: basta pensare alla nascita della Banca della Terra e alla legge contro il consumo di suolo.

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Con la legge di stabilità ancora in divenire (è stata approvata dal governo, passerà all’esame del parlamento nei prossimi giorni), segnaliamo l’andamento un po’ contraddittorio del governo sul tema del gioco d’azzardo. Le parole in questo caso sono quelle del sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta che ci ha spiegato: diminuiscono le concessioni dei punti scommessa (da 17 a 15 mila) e intendiamo anche ridurre il numero delle slot machines (da 400 a 300 mila), ma nel frattempo aumentano degli introiti per lo Stato di circa 1 miliardo, 500 milioni per le nuove concessioni (saranno meno ma più costose) e 500 milioni grazie all’aumento del prelievo fiscale sulle giocate. Ricordiamolo ancora una volta: “Si Può Fare” non fa una crociata contro l’azzardo, ma un regolamentazione è necessaria tenendo conto che l’Italia ha il record di scommesse (1 slot ogni 150 abitanti siamo secondi al mondo) e che nel nostro paese ci sono centinaia di migliaia di giocatori problematici (fonte: Sistema Gioco Confindustria). Volete vivere in una città dove chiudono teatri, cinema, librerie e aprono sale slot?

 

p.s. vicino a Vaprio d’Adda, a Seveso, i cittadini stanno creando gruppi di Controllo del vicinato. La notizia è che i furti in casa diminuiscono.

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